Ristorante OR Cucina d'Arte - Grintorto di Agazzano, Piacenza




Ristorante OR Cucina d’Arte



Aperto da Mercoledì a Domenica dalle alle 20.00 alle 22.30
e Sabato e Domenica dalle 12.30 alle 14.30
Chiuso Lunedì e Martedì
Ristorante OR Cucina d’Arte - Gourmet a Grintorto di Agazzano in provincia di Piacenza

Nel cuore della Val Tidone, in Emilia Romagna, fra scorci suggestivi e paesaggi mozzafiato si trova il borgo di Grintorto e al suo interno OR Cucina d’Arte, ristorante gourmet alla continua ricerca di un perfetto equilibrio fra tradizione e creatività.
Passione, arte e cucina sono le parole chiave che rappresentano il mondo di OR, non solo un ristorante ma un vero e proprio "concept" che nasce dalla volontà di un progetto di vita, quello di Rudi e Paola Reni, e dalla loro visione.

La padrona di casa coordina personalmente cucina e sala, per lei la cura dei particolari è essenziale. Ogni cosa deve essere fatta ad arte e deve creare unicità, dal "disegno" di un piatto all'incrocio dei profumi e alla forza che sprigiona, dalla musica che fa da sottofondo alla bellezza che permea ogni ambiente.

D'altronde questo è un luogo ritenuto fra i più belli d’Italia, concepito in un castello del Trecento della provincia piacentina.

La ricerca della perfezione va di pari passo con l'estro e l'ispirazione degli Chef Mauro Brina e Davide Modesti, il cui talento si esprime in sinergia con la loro brigata e tutto lo staff.

OR Cucina d’Arte sta inoltre diventando un laboratorio di esperienze culinarie innovative dato che tutti i fine settimana ospita allievi di importanti scuole di cucina che intraprendono il loro stage.

Raggiunto Grintorto gli ospiti potranno lasciare l’auto nel parcheggio riservato.
Un percorso illuminato da fiaccole li guiderà sino all’imponente facciata ove è posto l’ingresso del ristorante.

Entrando, una lunga scalinata di mattoni illuminata da candele profumate e lo scorcio di una preziosa cucina racchiusa in una grande sala con soffitti a vela, accolgono l’ospite nella magica atmosfera di OR facendo da preambolo all’ingresso alle tre sale del ristorante:
La Sala Blu, la Sala Caccia e la Sala del Camino, ognuna diversa dall’altra per affreschi, colori e temi, condividono un’anima ed un calore unici ove la privacy e l’intimità sono protagonisti.

Ma ancora non basta … Un ingresso diverso ed una scalinata del ‘300 danno accesso alla “Cave d’OR” la preziosa e suggestiva cantina del ristorante con soffitti a botte di mattoni rossi ed il profumo del tempo che rende unica la preziosità del tavolo più ambito: la Chef Table.

La “Cave d’OR” può ospitare da due a dodici persone e viene riservata in esclusiva per chi vorrà effettuare un’esperienza unica ed indimenticabile facendosi trasportare attraverso un percorso culinario che prevede tutto il meglio della cucina gourmet di OR personalizzata dagli Chef sulle preferenze del Cliente.
Gli ospiti della Chef Table avranno inoltre a loro disposizione un parcheggio riservato di fronte alla sala.

All'esterno una magnifica terrazza che regala la stessa suggestiva bellezza delle sale interne, e da cui è possibile ammirare lo spettacolo di un giardino d’inverno in stile "total white", delimitato da due filari di cipressi.


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Approfondimenti




Gli Chef

A guidare la brigata di OR ci sono due giovani Chef, promesse della cucina italiana, Mauro Brina e Davide Modesti, in ordine alfabetico e di anzianità ma equipollenti e inscindibili nella concezione del menu.
Mauro Brina, classe 1990, è originario di Romano di Lombardia (BG) e nonostante la giovane età vanta già esperienze di rilievo: dopo la scuola Alma ha lavorato Da Vittorio a Brusaporto e da Nadia a Erbusco, mentre Davide Modesti, classe 1993, è nato a Esine in provincia di Brescia, e ha lavorato in Toscana al Falconiere di Cortona, alla Piazzetta di Brescia (dove ha conosciuto Mauro) e all’Albereta di Erbusco. Due personalità ben distinte con inclinazioni diverse, Mauro con la predilezione per il pesce e Davide per le carni, ma entrambi centrati sulla ricerca delle migliori materie prime da elaborare nella declinazione del menu. Il duo di Chef ha messo in atto in totale armonia una filosofia di cucina che mira all’utilizzo di pochi ingredienti in ogni piatto volti alla massima valorizzazione di sapori e consistenze, senza mai dimenticare l’importanza del valore estetico che è il riflesso dell’ideale di bontà e bellezza che coinvolge tutto il ristorante, all’insegna del dogma "marchesiano" di Cucina Totale cui i ragazzi si ispirano quotidianamente.
La classicità francese è uno degli elementi cardine che si dispiega con fondi e salse, e su cui si imbastisce una creatività ragionata, con la consapevolezza di non voler interpretare una cucina di territorio di cui già la zona pullula felicemente, proponendo pertanto un percorso alternativo che si fondi sulle eccellenze locali in cui risaltino i contrasti di sapori e le armonie complessive. Una cucina italiana che si fa elegante e solida, senza quei vezzi figli di mode succedanee, ma in cui ogni elemento trova il completamento nell’incontro tra le lavorazioni degli ingredienti, curate sia dal punto gustativo che estetico nelle forme e nei cromatismi, iscrivendosi in quel concetto di eleganza e benessere congeniti in tutto ciò che contraddistingue OR Cucina d’Arte.

I Piatti di OR

L’offerta ristorativa di OR, oltre alla carta, si dipana su tre menu degustazione:
"Degustazione d’OR", comprende 8 portate oltre all'amuse bouche e al pre-dessert inclusi e due menu degustazione più brevi.
Tra gli antipasti, il Giardino delle Meraviglie celebra il vegetale giocando su sapori e consistenze. Sul bel piatto di vetro di un’artista vetraria di Brescia che ha creato una linea di piatti in esclusiva per OR, si ha una composizione sui toni caldi dell’autunno e dell’inverno, come su una tavolozza: un coulis di pomodoro piccante, terra di olive nere home made, crema di zucchine cocco e curcuma, lamelle di cavolfiore croccante, carote e zucchine dorate al burro e in chips e sorbetto di mela verde e sedano, in un botta e risposta continuo tra passato e modernità che spazia dalle cotture tradizionali alle marinature ed emulsioni contemporanee, creando un mix in continuo mutamento tra temperature, morsi e contrasti gustativi.
“Parliamone” è un altro antipasto in cui è protagonista la lingua di vitello, scottata in tè nero affumicato, con cipolla cotta nella cenere e riduzione e riduzione di sherry. Un piatto molto caro a Davide che ama i fondi classici (ogni piatto di carne a OR ha in abbinamento il proprio fondo) e le cotture a legna, retaggio d’infanzia in cui i nonni lo portavano a passeggiare nel bosco a raccogliere funghi ed erbe, i cui profumi sono qui rievocati nell’olio alla cenere e nella cottura della cipolla che sprigiona note balsamiche affumicate.
La classicità riecheggia felicemente in “La triglia ti fa bella”, in cui il pesce viene avvolto in una panure di pomodoro e nero di seppia, aromatizzata con maggiorana, timo, rosmarino e prezzemolo e accompagnato da topinambur in due versioni, al burro e in crema, per finire con un gel di frutti rossi e vino rosso. Una triglia vista dalla campagna resa elegante dalla cottura alla francese in burro e panna che conferisce sapori tondi e morbidi, ed esteticamente elegante grazie alla ricostruzione della forma del pesce diliscato.
Tra i primi piatti, la profondità del mare si innalza a toni regali con Altamarea, tagliolini al nero di seppia mantecati con crema di pomodoro marinda aromatizzata e gambero gobbetto, nascosti sotto un velo di seppia e la avgotarago a fette, la pregiatissima bottarga di muggine greca la cui lavorazione in cera la rende un prodotto unico per morbidezza e profumi. Un piatto complesso il cui procedimento riecheggia quello della bouillabaisse, con la cottura dei pesci poi frullati e filtrati in brodo e in cui il pomodoro invernale conferisce una grande freschezza che fa da contraltare ideale alla ricchezza iodata del condimento e alla consistenza turgida della pasta, per un piatto opulento e goloso, mai stancante.
Più semplice ma non per l’esecuzione, è lo spaghettone Felicetti “Non di solo cacio”, abbinato a caciocavallo podolico lucano, pepe e gambero rosso di Sardegna, pochi ingredienti perfettamente in equilibrio che si scandiscono uno a uno esaltandosi a vicenda. Un piatto delicato che dimostra la maestria dei due chef nel gestire le materie prime valorizzandole al meglio.
In “Vero lusso” fa capolino il territorio, in forma di ravioli di storione e foie gras, caviale Calvisius, fumetto di vino bianco alla francese con vino bianco, aceto di mele e panna, ed erba cipollina. Un piatto in cui il pesce parla il linguaggio di queste terre fertili, con il filtro dell’eleganza classica del fegato e della salsa la cui acidità gioca un ruolo fondamentale nel bilanciare tutte le note grasse dando pulizia e armonia.
Tra i secondi, "Total Black" è un black cod affumicato in quercia e whiskey Jack Daniel’s, con cottura alla piastra e gratinatura finale in forno a dare croccantezza, servito con carciofi croccanti cotti alla plancia e aromatizzati con aglio e timo. Non il solito baccalà, ma un pesce profondo che nella tradizione entra in tutte le case di campagna ad arricchire le dispense contadine e che qui si mescola con i sapori della terra umida e del fumo, a rendere al palato una geografia tipicamente autunnale davvero poetica.
Sontuosa regalità nel “Signor maiale”, con le costine e la pancia glassate nella soia con erbe e spezie (timo, rosmarino, paprika, finocchietto e anice), accompagnato da una purea di pere e rafano, un millefoglie di patate alla senape in grani e fondo di cottura aromatizzato al pepe di Seichuan e rosmarino.
L’aromaticità della carne è qui esaltata dalla speziatura che la rende golosa, e il maiale riconquista il suo morso importante grazie alla consistenza soda della costina. Il tocco francese della millefoglie, ispirata al celebre "Gratin Dauphinois" di Ducasse dà eleganza e la sferzata del rafano regala un tocco di piccante freschezza a contrastare le noti dolci della carne e del vegetale.
Il capitolo dessert è attentamente studiato dagli Chef. Cinque dessert raffinati per la vista e il palato, come nel caso di “Sodalizio”, dolce ispirato alla Poire Belle Helene, preparato con un sorbetto alla pera, cialda al cioccolato, cremosa di cioccolato al latte, terra di cacao, pere cotte in vaniglia e rum, crema inglese e spugna di cioccolato fondente.
Il loro Dolce Condiviso è uno dei dolci firma del Ristorante. Fra Arte, Gusto Qualità e Profumi offre agli ospiti un'esperienza davvero indimenticabile.


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