Ristorante OR Cucina d'Arte - Grintorto di Agazzano, Piacenza




Ristorante OR Cucina d’Arte



Aperto da Mercoledì a Domenica dalle alle 20.00 alle 22.30
e Sabato e Domenica dalle 12.30 alle 14.30
Chiuso Lunedì e Martedì
Ristorante OR Cucina d’Arte - Gourmet a Grintorto di Agazzano in provincia di Piacenza

Nel cuore della Val Tidone, in Emilia Romagna, fra scorci suggestivi e paesaggi mozzafiato si trova il borgo di Grintorto e al suo interno OR Cucina d’Arte, ristorante gourmet alla continua ricerca di un perfetto equilibrio fra tradizione e creatività.
Passione, arte e cucina sono le parole chiave che rappresentano il mondo di OR, non solo un ristorante ma un vero e proprio "concept" che nasce dalla volontà di un progetto di vita, quello di Rudi e Paola Reni, e dalla loro visione.

La padrona di casa coordina personalmente cucina e sala, per lei la cura dei particolari è essenziale. Ogni cosa deve essere fatta ad arte e deve creare unicità, dal "disegno" di un piatto all'incrocio dei profumi e alla forza che sprigiona, dalla musica che fa da sottofondo alla bellezza che permea ogni ambiente.

D'altronde questo è un luogo ritenuto fra i più belli d’Italia, concepito in un castello del Trecento della provincia piacentina.

Raggiunto Grintorto gli ospiti potranno lasciare l’auto nel parcheggio riservato.
Un percorso illuminato da fiaccole li guiderà sino all’imponente facciata ove è posto l’ingresso del ristorante.

Entrando, una lunga scalinata di mattoni illuminata da candele profumate e lo scorcio di una preziosa cucina racchiusa in una grande sala con soffitti a vela, accolgono l’ospite nella magica atmosfera di OR facendo da preambolo all’ingresso alle tre sale del ristorante:
La Sala Blu, la Sala Caccia e la Sala del Camino, ognuna diversa dall’altra per affreschi, colori e temi, condividono un’anima ed un calore unici ove la privacy e l’intimità sono protagonisti.

Ma ancora non basta … Un ingresso diverso ed una scalinata del ‘300 danno accesso alla “Cave d’OR” la preziosa e suggestiva cantina del ristorante con soffitti a botte di mattoni rossi ed il profumo del tempo che rende unica la preziosità del tavolo più ambito: la Chef Table.

La “Cave d’OR” può ospitare da due a dodici persone e viene riservata in esclusiva per chi vorrà effettuare un’esperienza unica ed indimenticabile facendosi trasportare attraverso un percorso culinario che prevede tutto il meglio della cucina gourmet di OR personalizzata dallo Chef sulle preferenze del Cliente.
Gli ospiti della Chef Table avranno inoltre a loro disposizione un parcheggio riservato di fronte alla sala.

All'esterno una magnifica terrazza che regala la stessa suggestiva bellezza delle sale interne, e da cui è possibile ammirare lo spettacolo di un giardino d’inverno in stile "total white", delimitato da due filari di cipressi.


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Approfondimenti




LO CHEF VINCENZO MARTELLA

Classe 1977, pugliese di Torchiarolo, in provincia di Brindisi, Vincenzo Martella fin da piccolo mostra una grande passione per la cucina: grazie alla mamma, Cosima, con cui respira i sapori legati alla tradizione, ai piatti di terra e, soprattutto, di mare perché il padre Salvatore, maresciallo di marina, vuole pesce fresco in tavola almeno tre volte la settimana, con una predilezione per le triglie. Dopo la scuola dell’obbligo, il padre lo spinge a frequentare la scuola per perito tecnico, ma Vincenzo sceglie l’Istituto alberghiero “Sandro Pertini” di Brindisi. Dopo il diploma, nel 1996 Vincenzo si iscrive alla facoltà di “Scienze dell’alimentazione” presso l’Università di Roma. Il richiamo della cucina è sempre molto forte e dopo 17 esami lascia gli studi, lavora a tempo pieno presso il ristorante “La Rosetta” di Massimo Riccioli, come commis. Dopo un anno e mezzo lascia la capitale per Angelo Paracucchi. Uno stage di sei mesi grazie al quale scopre l’amore per l’arte della pasticceria, un nuovo orizzonte, fondamentale per la sua formazione. Una parentesi tesa alla ricerca della perfezione del gesto, della tecnica grazie alla sua assoluta applicazione e dedizione. Nel 2000 si trasferisce a Viareggio, presso L’Oca Bianca, da Marco Garfagnini, dove arriva a diventare capo partita. Nel 2004 lo troviamo capo partita a Villa Cora a Firenze, con Antonio Parisi dove, in soli tre mesi, diventa sous Chef. Nel 2007 torna da Chef con la famiglia Paracucchi presso la “Locanda dell’Angelo” di Ameglia (Sp). Adesso è Stefano che ha preso le redini del locale, continuando il lavoro iniziato dal padre Angelo. Con Stefano, Vincenzo vola in California, a San Diego, per partecipare a una manifestazione gastronomica. Doveva fermarsi per tre settimane, il tempo dell’evento, e invece ci resta per oltre un anno, al Four Season Residence Club Aviara, dove guida un team di 11 persone. Ma la nostalgia di casa è troppo forte e, nel 2008, decide di tornare in Italia ripartendo dalla sua Puglia. La Masseria Terra dei Padri a Campi Salentina segna un nuovo inizio per Martella, un luogo esclusivo, raffinato la cui cucina esalta la qualità delle materie prime attraverso sapori mediterranei che si sposano con la grande tradizione regionale. Nel 2012 passa a Borgo Egnazia a Savelletri e, dopo tre anni, nel 2015 sceglie la Toscana e Borgo Pignano dove cura l’intera proposta gastronomica della struttura. Dal novembre 2019 è Chef di Or Cucina d’Arte, dove propone una cucina innovativa che sposa e salvaguarda il territorio, una cucina di memoria, sostenibile, no waste e interamente italiana.

LA SUA FILOSOFIA DI CUCINA
Una formazione di alto livello, una conoscenza approfondita delle materie prime e la passione per il foraging fanno di Vincenzo Martella uno Chef perfettamente inserito nell’ecosistema in cui opera. Il territorio è per lui una grande opportunità, un’occasione unica alla quale attingere e rivolgersi quotidianamente per tradurre nel piatto le eccellenze locali senza dimenticare le suggestioni che arrivano dal passato ma sempre con uno sguardo al Futuro Rigore, tecnica (mutuata dalla pasticceria), legame imprescindibile con i prodotti della terra che lo Chef racconta in ogni parte regalando una narrazione fedele e capace di esprimere il meglio da ognuno per trattamento della materia e abbinamenti di sapori.
Il suo signature dish è la Triglia 97% perché in questo piatto c’è la sua famiglia, suo padre, sua madre e lui. Lo Chef la ama in tartare, cruda, ma Grintorto la ripropone in una doppia versione che la fa convivere anche avvolta in una panure di taralli (omaggio alla sua Puglia e alla croccantezza del fritto di mamma), con l’aggiunta di chips di squame e lische. Queste ultime ricavate da scarti, coerentemente con la sua filosofia del non spreco. 
Uno Chef maturo, completo, attento alla sostenibilità e all’impatto ambientale. Vincenzo Martella rispetta il ciclo naturale e la stagionalità dei prodotti. “Non sarò io a salvare il mondo, ma nel mio piccolo voglio fare la mia parte”, afferma.  La sua cucina rivaluta e da nuova dignità a carni ormai poco usate come quella di pecora o di agnello. Carni perdute che arrivano da ambienti dove gli animali sono liberi, pascolano all’aperto e non sono costretti in allevamenti intensivi. 
La sua è una cucina di memorie e di futuro, una cucina che riporta nuova linfa ai ricordi della sua vita e che viene coniugata con tecniche di grande innovazione che il pubblico gusta trovandosi in una dimensione di sapori che sanno di famiglia e che avvolgono in una atmosfera di casa.


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